La tendenza attuale nelle aziende è di approcciare le diversità una alla volta e questo produce una inclusione “parziale”, una esclusione delle diversità “non visibili” ed un indebolimento della spinta verso una cultura inclusiva.

È possibile creare processi di sensibilizzazione a tutto tondo, senza per questo sottovalutare le specificità di ciascuna differenza, che richiede approcci dedicati.

L’incontro con ogni singola diversità porta con sé convinzioni, emozioni e sentimenti molto differenti, che vanno compresi e accolti, per poter abbracciare una successiva inclusione.

Sembra che lo sguardo sul mondo, quando si parla di Diversity, sia sempre della maggioranza verso la minoranza, del “normale” verso il “meno normale”, mentre un approccio che consenta la compresenza del vissuto di entrambe le parti, che si incontrano con le loro diversità, potrebbe essere un utile punto di inizio per creare una solida e concreta cultura dell’inclusione nelle organizzazioni.

Invito digitale_Diversity M_15_11_2016

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