I metodi

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Il nostro approccio metodologico in aula è improntato su alcuni principi guida:

  • L’interattività con i partecipanti per valorizzare la loro esperienza.
  • Lo sviluppo della consapevolezza personale.
  • L’empowerment della persona e quindi l’esplorazione delle risorse personali.
  • L’utilizzo del gruppo dei partecipanti come risorsa per:
    • dare vita ai concetti esplorati;
    • aprire nuove possibilità interpretative delle situazioni;
    • sviluppare la flessibilità delle azioni.
  • L’utilizzo di strumenti diversificati che mirano a far emergere gli aspetti cognitivi, emotivi e comportamentali della persona e quindi garantire un apprendimento integrato.
  • L’ancoraggio alle situazioni concrete vissute dai partecipanti.

cos’è

L’Individual Coaching è un “allenamento” che sostiene l’individuo lungo il processo di sviluppo di nuove forme di competenza da esprimere in momenti cruciali della carriera o del contesto strategico aziendale.

Un percorso di Coaching efficace ha di solito un orizzonte temporale di circa sei mesi/un anno e si articola in una serie di incontri con cadenza mensile di durata variabile fra le due ore e mezza giornata, secondo un programma flessibilmente concordato tra l’individuo e il “coach”, in funzione degli obiettivi, dei vincoli e delle opportunità.

 

obiettivi

Ecco alcune situazioni in cui tipicamente viene utilizzato l’Individual Coaching:

  • Trattenere e sviluppare le persone chiave tramite un investimento ad alto valore aggiunto per la specificità, la flessibilità e l’elevata personalizzazione.
  • Rinforzare o riorientare le competenze richieste per affrontare impegnative sfide strategiche, massimizzare l’efficacia in ruoli critici, assumere maggiori responsabilità.
  • Sviluppare imprenditorialità, creatività e sistematicità nella gestione del business, dell’organizzazione, delle risorse umane.
  • Consolidare approcci adeguati nella prevenzione e soluzione di problemi critici, nella presa di decisioni, nel monitoraggio.
  • Concretizzare una più efficace gestione del tempo e dello stress.
  • Sviluppare ascolto, assertività, persuasività, leadership.
  • Migliorare il clima e le relazioni aziendali attraverso una più profonda comprensione delle caratteristiche umane degli interlocutori.

 

modalità

Per identificare il percorso da fare è indispensabile:

  • un primo incontro con il coachee (a volte sono necessari anche 2 incontri: dipende dalla motivazione individuale e dalla responsabilità condivisa con il coachee);
  • l’analisi delle priorità su cui lavorare;
  • la definizione di un obiettivo focus.

Questi primi 3 passaggi non sono sempre sequenziali e possono richiedere da uno a quattro incontri. È ovvio che la chiarificazione stessa dell’obiettivo e della volontà di un eventuale cambiamento è già un lavoro sul comportamento del coachee.

In seguito:

  • incontri di valutazione del proprio operato e della distanza con la situazione finale di arrivo (stato desiderato dal coachee e dall’azienda);
  • impostazione di comportamenti nuovi alternativi ai comportamenti che hanno causato “il problema” attraverso piani d’azione;
  • valutazione dell’attuazione dei piani d’azione.

Anche questi 3 passaggi non sono sequenziali e dipendono dal tipo di richiesta di cambiamento desiderato. Ad esempio, il tema dell’ansia lavorerà su piani differenti rispetto ad un cambiamento relativo alle abilità organizzative del soggetto.

La nostra proposta è di cominciare con 6/7 incontri di 2/3 ore l’uno e verificare con il coachee stesso come e se proseguire.

Questa formula è considerata positivamente dalle aziende che hanno utilizzato i nostri servizi, in quanto flessibili e molto partecipativi nei confronti del coachee.

Sarebbe inoltre auspicabile che il coachee stesso mostrasse ai superiori i risultati ottenuti; siamo anche noi disponibili per un feedback dopo il primo periodo di coaching.

cos’è

Le attività outdoor, che integrano e talvolta sostituiscono le attività di sviluppo e formazione in aula o residenziali, consistono nell’affrontare situazioni all’aria aperta e a contatto con la natura nelle quali si sperimentano in prima persona attitudini, caratteristiche personali e competenze necessarie per la propria vita lavorativa.

Vengono quindi create situazioni in cui si vivono esperienze memorabili sia dal punto di vista del vissuto sia da quello del bagaglio acquisito. 

 

obiettivi

Gli obiettivi che le attività outdoor si prefiggono, sono sostanzialmente di due tipi:

  1. Acquisire, in situazioni inusuali, la consapevolezza di proprie attitudini e caratteristiche, spesso insospettabili, che raramente vengono evidenziate nelle situazioni di “normalità” della vita quotidiana. Facciamo riferimento in particolare a: presa di rischio, fiducia in se stessi, fiducia nel prossimo, problem solving, orientamento al futuro, ecc.
  2. Sperimentare l’effetto del proprio atteggiamento verso il lavoro di squadra e comprendere quali sono i comportamenti virtuosi e quelli dannosi.

 

modalità

Le modalità che applichiamo sono variegate a seconda delle esigenze del cliente e degli obiettivi da raggiungere e possono essere così suddivise:

  1. Attività individuali, in campi attrezzati, volte all’autoconsapevolezza

Si tratta di attività che spesso vengono definite “corde alte” perché implicano il lavoro su corde, ponti, ecc. situate a parecchi metri d’altezza (naturalmente in tutte le attività viene sempre garantita l’assoluta sicurezza). Utilizziamo però anche esercizi che si svolgono al suolo, ma che richiedono comunque l’accesso alle proprie risorse interiori per essere affrontati con successo.

Per quanto queste attività abbiano come target l’individuo, esse implicano sempre l’impiego di altri colleghi che in questo modo vivono esperienze di squadra e di aiuto reciproco.

 

  1. Attività di squadra in campi attrezzati

Anche queste attività vengono svolte in capi attrezzati appositamente, ma il loro obiettivo è la sperimentazione del lavoro in squadra. Gli esercizi sono strutturati in modo da evidenziare i contributi dei diversi ruoli e perché ciascuno abbia modo di mostrare e sperimentare spontaneamente le proprie attitudini e i propri contributi. È molto facile, in queste situazioni, osservare l’applicazione di competenze quali capacità di vision, leadership, problem solving, capacità di comunicazione ecc.

 

  1. Attività in ampi spazi

Queste attività non si svolgono in campi attrezzati bensì lungo percorsi di montagna o anche in mare, e danno modo di lavorare sugli aspetti individuali, su quelli di squadra e molto spesso anche sulle capacità manageriali.

Le attività che si possono svolgere sono, a titolo di esempio:

  • canyoning;
  • orienteering;
  • sailing.

Qualunque siano le modalità prescelte, Before pone grande attenzione a evitare il rischio di banalizzazione dell’intervento. È facilissimo far sì che una giornata di outdoor generi un’esperienza indimenticabile per tutti i partecipanti; assai più difficile è far sì che le componenti di consapevolezza e sviluppo generate da quest’attività non passino in secondo piano di fronte all’aspetto ludico. Per evitare questo rischio Before pone estrema attenzione ai debriefing dopo ogni fase significativa ed utilizza personale docente che possiede non solo esperienza sulle attività svolte ma anche e soprattutto esperienza di sviluppo delle persone.

cos’è

È risaputo che l’apprendimento è più rapido se vengono attivati i sensi e non solo il pensiero.
La musica mette in moto livelli molto profondi: fa ricordare, fa piangere, fa ballare.
Inoltre, l’armonia, l’equilibrio, il ritmo sono elementi che ritroviamo nella nostra vita, anche in quella lavorativa.
Attraverso l’uso della musica possiamo lavorare sulla persona, sulle dinamiche di gruppo, sulle relazioni.

 

obiettivi

L’uso della musica è particolarmente adatto per lavorare su:

  • lo spirito di gruppo;
  • la motivazione;
  • il cambiamento.

Nel suonare, cantare e ballare insieme si evidenzia il principio del lavoro di squadra, ossia che il gruppo realizza il suo obiettivo solo con il contributo di ciascuno.

Sentire la veridicità di questo semplice concetto attraverso l’azione comune porta anche al rispetto reciproco e alla profonda comprensione dell’importanza di non prevaricare per non compromettere l’armonia del tutto.

Il secondo vantaggio dell’uso della musica è che in brevissimo tempo si riescono a migliorare le proprie performance e questo è un forte fattore motivazionale il cui significato può essere facilmente trasferito nella realtà lavorativa.

Il terzo aspetto è la scoperta di capacità che le persone non ritengono di avere. Scoprire di poter fare ciò che appariva impossibile spinge a capire che la paura di non farcela non deve bloccare l’azione e che “vale la pena provare”.

 

modalità

Gli interventi sono di tipo residenziale e durano tre ore, non consecutive.
I gruppi, di non oltre 30 persone, sono guidati da musicisti professionisti.
Gli strumenti vengono forniti da noi (sono prevalentemente percussioni).

Le azioni musicali, usate come elementi facilitatori di interventi più ampi, sono in genere l’interpretazione di un brano musicale attraverso strumenti, canti e danze.

A conclusione del lavoro si esegue il debreafing in cui si razionalizza ciò che si è fatto e le sensazioni provate, operando poi la trasposizione dei pensieri e delle azioni sulla realtà lavorativa.

cos’è

Sappiamo bene che si comunica anche attraverso il corpo con la postura, la gestualità, l’espressione e il tono della voce.
Il teatro, che lavora tradizionalmente su questi elementi, ci può quindi aiutare ad esplorare e scoprire risorse individuali che non emergono normalmente, ma che possono essere molto utili nella vita di relazione e nel lavoro.

 

obiettivi

Attraverso le tecniche teatrali lavoriamo sui meccanismi di rappresentazione per sviluppare:

  • le capacità di comunicazione;
  • l’assertività;
  • la leadership;
  • la negoziazione;
  • il team building.

 

modalità

Gli interventi non prendono le mosse da testi teatrali ma da quello che si definisce “teatro spontaneo” in una ricerca guidata di socio e psicodrammi. Vengono infatti preparati i contesti in cui i ruoli si muoveranno e l’obiettivo, mentre l’azione – e infine il testo – nascono dall’improvvisazione.

L’intervento è gestito da un esperto di tecniche teatrali che guida le attività in codocenza con un formatore che ha la responsabilità di ricondurre le esperienze all’obiettivo didattico.

cos’è

Il Breathwork, letteralmente “lavoro sul respiro” è una modalità di counseling che integra i colloqui con un lavoro basato su specifiche tecniche di respiro. La persona quindi respira, ascolta e si ascolta, sotto il vigile e amorevole controllo del facilitatore o breathworker.

 

a cosa serve

Il respiro è l’elemento attraverso il quale viviamo. È la prima cosa che facciamo quando veniamo al mondo ed è l’ultima prima di lasciarlo. È ritmo, è pulsazione, è il pieno e il vuoto della vita stessa.

Per questi motivi il respiro, nelle sue mille modalità e colorazioni, porta a galla stati d’animo, sentimenti ed emozioni che, ben elaborati e integrati al pensiero razionale, possono trasformare la vita e i comportamenti delle persone. Anche nelle aziende.

 

modalità

Si tratta di sedute individuali che si collocano nell’ambito di momenti di counseling e di coaching aziendale, ma sono anche rivolte ai privati.

Gli obiettivi del percorso vengono definiti insieme e si effettuano almeno 10 sedute della durata di circa due ore in cui il colloquio e la seduta di respiro si alternano in funzione di parametri stabiliti dal coach-breathworker.

 

valutazione dei risultati

Il cliente è responsabile, se il coaching è fornito dall’azienda, di rendere noti i comportamenti significativi che avvengono strada facendo a livello aziendale.

Data l’intensità e la forza di questo tipo di lavoro, assistiamo a un miglioramento complessivo dello stato di benessere dei nostri clienti. E ci mancherebbe altro!